I più importanti festival burlesque del mondo (Aspettando il Caput Mundi 2016)

di Paolo Bianchi

Albadoro Gala - Fondatrice e organizzatrice del Caput Mundi

Albadoro Gala – Fondatrice e organizzatrice del Caput Mundi

Nell’attesa dell’edizione 2016 del Caput Mundi International Burlesque Award (Roma, 4-5-6 novembre) il Salotto Erotico Italiano istituisce la categoria ‘Aspettando il Caput Mundi’: con articoli interamente dedicati al fantastico mondo del burlesque. Buona lettura!

Che cos’è il burlesque se non il trionfo della manifestazione? Il sentirsi belle – spesso essendole, ma non necessariamente – l’ironia, il desiderio, quell’intimo bisogno di elegante ammirazione: sono tutti sentimenti profondamente interiori, profondamente segreti che nel burlesque in particolare decidono di esplodere in un’epifania musicale, colorata, onirica. Questa natura, questa profondissima essenza dell’arte del burlesque la rende particolarmente legata al concetto di festival.

Festival: una parola che ci riconduce al Latino festivalis (dies) e che si sente essere così stretta parente della parola festa. La festa, esattamente come il burlesque, è libertà, sfogo alla fantasia, è l’eccezione dal quotidiano, dal regolare, da ciò che è sempre noiosamente uguale a se stesso.

Il burlesque non è semplice messa in scena, rappresentazione, è – quando è vero burlesque – fenomenico arcobaleno di tante tensioni interiori, anche in lotta tra loro. C’è un altro fondamentale aspetto: in pochissime se non in nessuna forma d’arte odierna è così centrale il concetto di “diva” quanto nel burlesque: e quale migliore occasione per decretare la Diva, la Regina, la Papessa che sia se non con un premio organizzato in forma di festival?

Detto questo, quali sono i festival burlesque più importanti del mondo? Seguendo la storia partiamo dal più antico, il Burlesque Hall of Fame, Las Vegas, Nevada, che si terrà quest’anno dal 2 al 5 giugno. La performer che ha la bravura, la caparbietà e la fortuna di vincere l’ambito premio annesso a questo festival è proclamata, udite udite, la Regina del mondo fino alla successiva edizione. Perché l’atmosfera vintage e burlesque non sia solamente all’interno del teatro, ma pervada l’intera città ospitante, bisogna recarsi in Louisiana al New Orleans Burlesque Festival (dal 15 al 18 settembre 2016). Ma si sa: gli States sono anzitutto quantità, e per vedere un numero impressionante di artisti partecipanti il giusto festival è il New York Burlsque Festival (29 settembre – 02 ottobre 2016) che, va detto, si caratterizza oltre che per il numero anche per la rilevantissima qualità espressa e incarnata dalla storica performer e organizzatrice Angie Pontani. Salendo un poco più a nord si incontra un diamante in termini di organizzazione e di accoglienza da parte del bel pubblico canadese: è il Montreal Burlesque Festival (quest’anno dal 13 al 16 ottobre).

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Traversando l’Oceano e approdando in Europa troviamo in Finlandia il più importante festival continentale: l’Helsinki Burlesque Festival (quest’anno si è tenuto il 3 e il 4 marzo): come nei più esclusivi club o nelle società segrete l’accesso è riservato solo a coloro che vengono direttamente cooptate e invitate e non c’è modo di candidarsi da sé.

Se oltre al burlesque classico, femminile, si vuole assistere poi alla manifestazione di quello maschile, cosiddetto boylesque, il festival giusto è nella patria di Gustav Klimt: il Vienna Boylesque Festival (dal 18 al 20 maggio 2016).

boylesque vienna

L’Europa dimostra di non essere seconda a nessun’altro continente soprattutto in termini di numero di festival di una certa rilevanza, alcuni anche di recente fondazione. Possiamo infatti annoverare, tra gli altri, lo Stockholm International Burlesque Festival (7 e 8 ottobre 2016), il Berlin Burlesque Festival (dal 20 al 23 ottobre 2016), il Munich Burlesque Festival (che si è già svolto dal 7 al 10 aprile), l’Amsterdam Burlesque Awards  (dal 16 al 20 novembre) e il Bruxelles Burlesque Festival (9 e 10 settembre 2016).

Sayuri Gei sul palco di Amsterdam

Sayuri Gei sul palco di Amsterdam

Altro continente, altra modalità: in Australia il festival è itinerante, così funziona per il Perth International Burlesque Festival (dal 24 al 25 giugno 2016) e per l’Australian Burlesque Festival (dal 28 maggio al 2 luglio 2016): come per gli antichi – e autentici – artisti della Commedia dell’Arte, sono le strade polverose e l’instancabile andare delle ruote il vero palcoscenico di queste straordinarie manifestazioni dal sapore circense e felliniano.

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Ok, bene, ma adesso facciamo i seri: sotto al patronato dei santissimi Pietro e Paolo, nel’Urbe, nell’Eterna, può forse la scena burlesque essere seconda al resto del mondo? No. Ed è tra i colli capitolini, infatti, che si svolge da già tre anni e con successo Caput Mundi International Burlesque Award (la quarta edizione dal 4 al 6 novembre 2016), dove la bellezza di cui è degna solo Roma si mette in scena, dove ogni performer è diva, dove La Dolce Vita si fa concreta esperienza e dove viene infine proclamata e premiata la “Papessa” che, lungi dall’essere emblema di costrizione ed esaltratrice di castità, come avviene oltretevere, è assoluta sovrana di bellezza immersa nella bellezza stessa.

(Rispoduzione riservata)

Roma Burlesque: cresce l’attesa per la IV edizione del Caput Mundi International Burlesque Award

di Mad Cat

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A novembre la quarta edizione del festival burlesque capitolino: ce ne parla la fondatrice ed organizzatrice Albadoro Gala – La intervista Mad Cat per il Salotto Erotico Italiano

Albadoro Gala, “the golden brain of burlesque” ci ha svelato cosa significhi organizzare un festival internazionale del burlesque. Il IV Caput Mundi International Burlesque Award nasce dalla ferrea volontà di organizzare qualcosa di importante per tutte le performer che siano in cerca di un palco valido. Partendo dalle origini, Albadoro ci guida in un viaggio fatto di sudore, soddisfazione, passione, determinazione, spettacolo.

M: Albadoro, sappiamo che sei una bravissima performer, ma anche una tenace organizzatrice di eventi che consentono a tanti artisti di potersi esibire. Il tuo Caput Mundi è già alla quarta edizione. Si direbbe che è una reale passione ciò che ti spinge a realizzare tutto ciò. Ma parlaci delle origini. 

A: Questo è un mestiere che inevitabilmente ti porta a girare molto e sin dal mio primo festival internazionale ho pensato che fosse una cosa magnifica riunire tanti performer di talento in un unico, grande evento. Nel resto d’Europa, in America e in Australia, dove si svolge gran parte del nostro lavoro, si respira immediatamente un’aria elettrizzante e magnetica.

Nel 2011, quando approdai al New York Burlesque Festival non potevo crederci; mi sembrava pura follia che la mitica Angie Pontani, organizzatrice del festival nonché performer originilissima e di successo, avesse accettato la mia domanda di partecipazione. Il festival in questione è uno dei più longevi nel panorama internazionale, ha tredici anni ed ogni volta riesce a riunire centocinquanta perfomer da tutto il mondo per cinque giorni totalmente dedicati al burlesque. Esibirmi a New York e nel contempo apprezzare le doti organizzative di Angie e di tutto il suo staff è stata un’esperienza unica nella mia vita.

I newyorchesi ormai attendono questo evento con grande trepidazione ed avere un pubblico così affiatato e complice è uno dei risultati più soddisfacenti per chi si pone l’obbiettivo di organizzare eventi di tale calibro. Questa esperienza è stata importantissima per la nascita e la giusta organizzazione del Caput Mundi.

Dopo essere stata letteralmente rapita da questa atmosfera magica ed energizzante, nel giro di un anno ho organizzato il mio festival e nel 2012 il Caput Mundi International Burlesque Award ha visto la luce.

Incentivata dal fatto che ogni performer del mondo vuole esibirsi a Roma, il Caput è cresciuto ogni anno di più. Io e il mio staff, in particolar modo Ufficio Stampa e Segreteria, lavoriamo a ritmo serrato per sei mesi prima di ottenere questi risultati e il lavoro non finisce qui. Questi due settori fondamentali sono rispettivamente gestiti dalla mitica Roberta Savona che cura tutta la comunicazione del festival e da Azzurro Fumo, l’impeccabile stage manager del Caput Mundi. Oltre a loro due, il merito è anche di tutti gli sponsor, i partecipanti e i gestori di locali dove si svolge l’evento.

M: A proposito, parlaci più nei dettagli di quanta fatica c’è dietro l’organizzazione di un festival del genere.

A: Come dicevo, i motivi che ti spingono a ciò devono essere validi perché il sacrificio è veramente tanto, ma la volontà di organizzare qualcosa di speciale per me e per le mie colleghe è stata una missione. Il processo è lungo e avviene a partire da fine inverno, inizio primavera. Si pubblicizzano le candidature e si invitano le performer ad iscriversi al festival. Da qui iniziano notti insonni passate a visionare mille e più video di tantissime performer.

Spesso è un’attività piacevole, ma in certi casi risulta bislacco perché anche la casalinga che non ha mai fatto burlesque spedisce il suo video nella speranza di essere selezionata.
Grazie ai nostri sponsor convenzionati e a tutti coloro che ci sostengono riusciamo ad organizzare accomodation per le performer, biglietti di volo, pick up dagli aeroporti e qualsiasi altra esigenza possa prospettarsi per gli artisti selezionati. Non ultimo chiaramente, l’aspetto della paga: per me fondamentale e cerco sempre di curare al meglio questo aspetto.
Un artista deve essere retribuito adeguatamente ed essere un performer significa essere un professionista a tutti gli effetti. Dico questo perché l’Italia non è mai pronta a pagare gli artisti che acclama. Se vado a propormi nei teatri mi guardano male, come se io non facessi parte del mondo dell’arte e dello spettacolo, come se il burlesque non fosse abbastanza performativo per stare in questa élite. Non a caso, il fulcro del nostro lavoro è all’estero, dove c’è un pubblico molto più disposto e dove buona parte dello show business ha investito nel burlesque, creando spettacoli, festival ed eventi veramente interessanti e di grande effetto divulgativo.
Ad ogni modo, le cose da calcolare sono tante, tralasciando poi i permessi, la parata di auto d’epoca che accompagna le performer all’apertura del festival, l’organizzazione stessa di tutte le performer, alle quali deve essere comunicato un orario d’appuntamento, indicato il camerino e via discorrendo. La cosa che senz’altro sappiamo fare meglio sono le prove generali. Ci ritagliamo il pomeriggio stesso per le prove ma ormai per noi è pane quotidiano.

M: In quali attività sei attualmente impegnata?

A: Per ovvie ragioni già accennate la maggior parte del mio lavoro si svolge all’estero. A parte il Caput Mundi e il Royal Burlesque Revue in collaborazione con la Vodoo De Luxe di Virgile Denice, la cosa che principalmente faccio è insegnare. Tengo lezioni e seguo performer in erba, ma anche signore che hanno solo voglia di divertirsi. Insegnare non è una cosa semplice ma lo faccio con dedizione perché ricevo molte richieste. Molte ragazze mi raggiungono qua a Roma nel mio studio per fare lezioni private, anche da lontano….e tu ne sai qualcosa!

M: Allora buon lavoro e a presto per la quarta edizione del Caput Mundi

A: Assolutamente! L’appuntamento in questo 2016 è per i giorni 4, 5 e 6 novembre e le candidature sono già aperte: affrettatevi quindi! Oltre che sul nostro sito web è possibile seguire l’evoluzione dell’organizzazione anche sulla nostra bella pagina Facebook!

Un bacio a tutte e tutti da Albadoro Gala! Ci vediamo a novembre a Roma!

(Riproduzione riservata)

Homo Homini Virus di Ilaria Palomba

Lo sguardo puro sulla Medusa di Ilaria Palomba

di Massimo Onofri

homo homini virusS’intitola, molto felicemente, Homo homini virus e l’ha pubblicato Meridiano Zero che dal Veneto è trasmigrato a Bologna, per suggerirci magari che, rispetto a quella dell’hobbesiano Homo homini lupus e delle guerre religiose del Seicento, l’umanità è persino peggiorata: non meno aggressiva, ma più cinica e, nelle ossessioni, come minimo compulsiva.

L’ha scritto Ilaria Palomba, che nel 2012 s’era fatta notare con un romanzo erotico di forte impatto, Fatti male pubblicato da Gaffi e voluto da uno scrittore come Andrea Carraro. Ora siamo precipitati in una Roma contemporanea, da balzacchiane illusioni perdute, ove Angelo approda dalla Puglia per fare il giornalista musicale.

Falsi maestri, ambizioni sbagliate, sesso furioso e tradimenti, amori e amicizie, non privi di ferocia. E poi l’inanità dell’arte: e, soprattutto, la ricerca di sé, del sé. Com’è possibile che una scrittrice nemmeno trentenne, viva già il privilegio e la disgrazia d’uno sguardo così lucido e disperato, d’un così acuto male di vivere? Non bastano il talento –indubbio-, l’intelligenza e la cultura a spiegarcelo. Ci voleva un grande candore per guardare in faccia gli occhi di medusa della propria gioventù. Di Ilaria Palomba sentiremo ancora parlare.