Intervista a Dario Morgante: ideatore di FLUFFER MAGAZINE

di Paolo Bianchi

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DARIO MORGANTE è il fondatore di Fluffer Magazine, dopo essere stato direttore della rivista Blue e direttore artistico della galleria Mondo Bizzarro. Ha pubblicato vari libri. Il suo sito è www.dariomorgante.tumblr.com

FLUFFER MAGAZINE è un progetto legato alla fotografia erotica e di nudo e ruota attorno all’omonimo sito. Nel corso del suo primo anno di vita ha pubblicato tre numeri del magazine e due speciali (si possono comprare sia in edizione digitale che cartacea) e realizzato tre mostre (due personali e una collettiva). Attualmente la rivista è curata da Dario Morgante e Virginia Marchione, mentre il caporedattore web è Giulia Rossini.

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P. Com’è nata l’idea di fondare FLUFFER MAGAZINE? A chi o a quale rivista si è ispirato?

M. Fluffer Magazine nasce proprio perché, dal mio punto di vista, non c’erano riviste che proponessero una piattaforma per gli artisti e i fotografi che lavoravano con il nudo e l’erotismo. Inoltre il panorama delle riviste “cartacee” era tragicamente carente. Da questo punto di vista Fluffer Magazine è un progetto in divenire, una riflessione nel momento in cui la fotografia è fortemente messa in discussione dall’avanzata delle tecnologie.

P. Esiste una distinzione chiara e netta tra foto erotiche e i cosiddetti nudi artistici?

M. Non c’è una definizione condivisa, no. Cerco di pubblicare sempre cose che mi interessano e che trovo affini alla mia idea di erotismo o di nudo artistico. Qui a Fluffer cerchiamo di non essere mai banali.

P. Cos’è che rende un’immagine davvero erotica? E cosa la fa rientrare invece nel pornografico?

M. Trovo che la pornografia può essere altamente erotica, mentre l’erotismo difficilmente può essere pornografico. In realtà, al di là delle definizioni, che lasciano sempre un po’ il tempo che trovano, è la voce degli artisti che ci interessa, la loro grammatica. Che poi si possa o no vedere di più o di meno del corpo umano, è del tutto secondario.

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P. Oggi dove si sta dirigendo la fotografia erotica?

M. È quello che cerco di capire, qui a Fluffer! Non voglio eludere la domanda, ma questa è un’epoca in cui le risposte latitano. Una cosa che trovo interessante è il rapporto tra i selfie, i social network e l’erotismo: mi pare stiano generando un nuovo linguaggio.

P. Chi sono stati, per lei, i grandi maestri della fotografia erotica?

M. I Maestri sono stati tanti, sull’altare metterei sicuramente Helmut Newton, per la sua capacità di provocare, di commerciare e di inventare. E Ando Gilardi, non come fotografo, ma come critico. Senza le sue riflessioni Fluffer non esisterebbe.

P. Molti di noi sanno cosa può spingerci a cercare e a consultare foto erotiche, ma cosa spinge invece a volersi dedicare all’erotismo come fotografi?

M. Ogni fotografo ha le sue motivazioni. La curiosità per il corpo, la sessualità, l’esplorazione dell’immagine, dei limiti del perbenismo. Credo però che spesso valga la risposta che Dino Buzzati (citando a sua volta Fellini) diede a chi criticava il suo “Poema a fumetti”, che pullulava di donnine nude: «disegnare donne nude è più stimolante che disegnarle vestite».

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