Intervista a Gilberto Borzini: Presidente de La Gustoteca

di Paolo Bianchi

Da oltre un anno l’associazione La Gustoteca propone attraverso il suo sito web un diverso concetto di erotismo, e format innovativi delle cosiddette fiere erotiche. Abbiamo incontrato il suo presidente e animatore, Gilberto Borzini

P. Buongiorno Gil, da oltre un anno leggiamo i tuoi articoli e le tue iniziative e si può avere l’impressione che anche tu ti proponga come il “rottamatore” del settore… è così?

G. Buongiorno Paolo, grazie anzitutto per avermi concesso questo spazio per esprimere le mie opinioni. Rottamatore? Non direi, almeno non nel senso renziano del termine, che poi ha solo conquistato il potere senza cambiare un gran ché. Piuttosto mi definisco un innovatore di carattere adattativo, nel senso darvinista del termine

P. Sarebbe a dire?

G. Sarebbe a dire che i tempi cambiano, la cultura cambia, la società cambia, tutto si modifica e solo il pianeta dell’erotismo italiano sembra bloccato, irrigidito, in una parola: vecchio. Quello che poteva essere definito erotismo negli anni ’70 e ’80 oggi è becera pornografia. Dico becera, potrei dire squallida, nel senso che un insieme di scene di sesso non è erotismo, è pornografia. L’erotismo è emozione profonda che scuote l’anima, e non una semplice erezione. Qualsiasi animale di genere maschile possiede l’erezione. Ma gli uomini possono, se vogliono, esprimere erotismo

FESTIVAL

P. Per te l’erotismo è modello culturale ?

G. Certamente! Vedi, la differenza la si riscontra anche nella letteratura di massa. Negli anni ’70 ebbe un enorme successo Gola Profonda o Histoire d’O, oggi assistiamo all’incredibile fenomeno di 50 sfumature di grigio, in cui l’erotismo e la sessualità sono raccontate in modo completamente diverso

P. Secondo te qual è la differenza più rilevante?

G. Negli ultimi quaranta anni le donne si sono emancipate, l’omosessualità è stata riconosciuta e accettata, molte delle “sfumature” che erano definite come malattia o devianza, come il feticismo o il sadomasochismo, sono emerse e si possono mostrare persino al grande pubblico; la struttura originaria e patriarcale della famiglia si è modificata; la società è diventata liquida, per dirla con i grandi pensatori odierni, ma soprattutto è il pianeta erotico femminile ad essere emerso ed essersi affermato

P. Ok, ma quanta consapevolezza pensi ci sia nel settore relativamente a questi cambiamenti?

G. Pochissima, in realtà. La maggior parte degli interlocutori sono maschi, non giovani, cresciuti con il concetto della donna-oggetto, semplice carne a disposizione del maschio dominante. È un’idea di donna non solo falsa e fallimentare, ma già fallita. Il pianeta femminile, anche in Italia, denota una grande maturità e una consistente consapevolezza, reclama la dignità che fino a ieri non è stata concessa. Non parliamo di pari opportunità, o di quote rosa, che di per sé sarebbero idee raccapriccianti in un Paese moderno, parliamo di dignità della persona, una cosa che negli ambienti dell’intrattenimento per adulti non si sa cosa sia. Roba che a mio parere mette sullo stesso livello molti impresari e registi con i fondamentalisti dell’ISIS!

Lady Scarlet, tra le più note Mistress italiane

Lady Scarlet, tra le più note Mistress italiane

P. E il mondo dell’eros?

G. Il mondo dell’eros è rimasto imbambolato. È ancora lì, fermo a trent’anni fa nei modelli relazionali, aggrappato al mito del fallo eretto, usato come un pugnale per trafiggere, percuotere, punire la donna (tutte parole che senti utilizzare dai maschi-da-bar legati alla pornografia di un tempo). Ogni cosa umana, ogni cosa della natura, sopravvive solamente se si adatta ai cambiamenti, meglio ancora se anticipa i cambiamenti. L’eros italiano, in particolar modo, è ingessato. Si guarda l’ombelico e non capisce cosa stia accadendo intorno

P. E’ tutto da buttare, quindi?

G. No, tutto no: ci sono esperimenti interessanti in corso, ci sono artigiani dell’eros che cercano di rappresentare l’erotismo, anche e soprattutto al femminile o in chiave SM. Ci sono registi (pochi purtroppo) che si impegnano per produrre ottimi film, con trama e sceneggiature degne, sulla linea delle migliori produzioni francesi o tedesche. Ottime produzioni che si scontrano con la debolezza del sistema distributivo, un sistema fragilissimo che in questi anno non è riuscito neppure a immaginare un portale in lingua italiana per promuovere, presentare e vendere i prodotti. Drammatico

Cherry Noir, protagonista del mondo Burlesque italiano, in passerella a Londra

Cherry Noir, protagonista del mondo Burlesque italiano, in passerella a Londra

P. E i festival? e le fiere dell’erotismo? Tu conosci molto bene…

G. Io parto da un concetto: uno spettacolo, ripetuto mille volte, è uno spettacolo, magari uno spettacolone, ma non è né un festival né una fiera. Un Festival è un concorso in cui si sfidano professionisti per aggiudicarsi un premio, quindi si basa sulla concorrenza e sulle diversità; una Fiera è un luogo di scambio e di commercio, di incontro tra domanda e offerta (produttori e distributori, agenzie di spettacolo e impresari). Per ora io ho visto solo degli spettacoloni che attirano il pubblico presentando nomi più o meno conosciuti di un cinema hard che è sempre più in crisi, travolto dalla facilità di accesso della rete. Negli eventi che propongo e organizzo, nei format che sviluppo e applico, da Gardasex a Milanoerotica, il concetto di diversità e di incontro tra domanda e offerta sono, in varia misura, presenti e attivi. E ti dirò di più: uno dei maggiori elementi di attrazione, soprattutto verso la platea femminile, è il BDSM, seguito dal burlesque. Quello che mi sto sforzando di sviluppare è proprio il concetto di fiera

P. Torniamo al concetto di erotismo: se quello che dici ha senso, come spieghi successi come quello di Rocco Siffredi all’Isola dei Famosi?

G. Rocco è un’icona, è il Garibaldi del maschilismo, quello che ha svezzato una generazione di adolescenti allupati. In una canzone di Mogol Battisti il testo a un certo punto diceva “l’applauso per sentirsi importanti, senza domandarsi: per quale gente?”. Rocco è un’icona di un determinato pubblico, se vuoi nazional-popolare, un pubblico che ama anche Pippo Baudo. Ma è un’icona del sesso e della pornografia. Non dell’erotismo. Lo stesso potremmo dire di Ilona Staller

Emanuela Suanno, campionessa del mondo di danza del ventre 2014

Emanuela Suanno, campionessa del mondo di danza del ventre 2014

P. Cos’è per te l’erotismo?

G. Emozione lenta e inarrestabile, che pervade prima di tutto la mente e poi il corpo, fatta di sguardi, gesti, profumi, malizia, sapori. Ha molto a che fare col sesso tantrico e molto poco con il raptus dell’eccitazione, coinvolge tutti i sensi e non solo gli ormoni. Erotismo può essere una donna che gioca con un serpente, erotismo può essere una cascata di cioccolata sul corpo, erotismo può essere una mano femminile che accarezza un torace maschile sotto la camicia. L’esibizione dell’atto, o peggio ancora l’esibizione della pantomima dell’atto fatta usando giocattoli, non è erotismo, ma pornografia. Forse solo il sesso orale, correttamente rappresentato, può rientrare nell’area dell’erotismo

P. Le tue sono opinioni piuttosto tranchant…

G. Se vuoi un’opinione più estesa ti consiglio di leggere i miei libri di filosofia dell’immoralismo, sono due volumi… puoi scaricarli gratis dal web! ( Filosofia dell’Erotismo – etica dell’immoralità e Società, Etica & Sessualità )

Miss La Mousse, straordinaria interprete di Danza Aerea, membro storico del Burlesque Circus

Miss La Mousse, straordinaria interprete di danza Aerea, membro storico del Burlesque Circus

P. Il fenomeno crescente del BDSM, a cui molto lavoro dedichi, come lo inquadri esattamente?

G. Per me è una chiara rappresentazione di quanto detto fino ad ora. Fino a ieri si immaginava il Master e le Schiave, oggi la realtà è invertita: il web pullula di Mistress donne e di schiavi uomini. Dalla contestazione degli anni ’60 ad oggi insieme con il concetto di Autorità è crollato il concetto di Maschilità, legato alla figura classica del Padre Padrone. Il “maschio” ha perso gran parte del suo ruolo storicamente determinato, sia in famiglia che nella società, ha perso il potere e il controllo sulla moglie e sulle figlie, in sostanza il maschio contemporaneo è in cerca di una nuova identità; parallelamente la donna non ha mutato identità: si è semplicemente liberata, ed esercita il nuovo potere con strumenti fino a ieri tipicamente maschili. Donne padrone, donne energiche, donne che sanno portare l’eccitazione al parossismo… senza necessariamente dare la soddisfazione finale!  Il Bondage , e in generale il BDSM, è un eccitante gioco fatto di azioni e pause, di alternanza di sensazioni, di grande fiducia nei confronti della Mistress o del Master, di grande attenzione da parte di chi conduce il gioco verso il sottomesso. Un gioco erotico in cui si impara a superare le proprie paure e i propri limiti, un gioco di attrazione e negazione, un gioco emotivamente profondo, dove gli opposti si trasformano in complementari, il possesso si trasforma in dedizione…

P. Quindi la tua ricetta per l’erotismo italiano quale sarebbe?

G. Innovazione e rinnovamento. Idee nuove, persone nuove, altissima qualità dei prodotti. Certe manifestazioni a cui ho assistito presentano gloriose MILF, ma ricordano più il Museo Egizio che non una manifestazione erotica: diventano persino dannose per il sistema, per il mercato dell’Eros. Come se al Motorshow di Bologna presentassero la FIAT 850 e la 128. Poi sono necessari uno o più portali di distribuzione in lingua italiana (perché gli italiani continuano a non sapere l’Inglese!). Ci vogliono anche trasmissioni televisive di qualità, non delle pallosissime tiritere che a malapena tengono svegli i metronotte. Bisogna creare l’industria dell’eros, e smetterla di far finta che tutto vada bene: i locali sono in sofferenza, il cinema hard italiano è cianotico, persino i pornoshop stentano, superati dalle vendite on-line e dai distributori automatici. C’è molto da fare, moltissimo da rinnovare!

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