Isa BO: tra Frida Kahlo e l’Intellectualesque

di Paolo Bianchi

Isa BO, esordiente della scena burlesque italiana, si distingue per il suo stile fortemente artistico, scenografico e poetico. Con l’act che più le sta a cuore racconta la storia di Frida Kahlo in quattro minuti e vince il primo talent show live italiano dedicato al burlesque!

Paolo: Isa, raccontaci del tuo incontro con l’universo burlesque

Isa: quattro anni fa circa ebbi un incontro ravvicinato con il Burlesque. Ero appena arrivata a Roma, una sera andai al Micca Club per la prima volta a vedere uno spettacolo. Si esibivano dei mostri sacri anche se al tempo non avevo idea di chi fossero. A un certo punto salì sul palco un performer americano vestito da sacerdote, si spogliò ed estrasse un’ostia dagli slip, poi si buttò fisicamente sul pubblico e me lo ritrovai improvvisamente a un millimetro dalla faccia, mi baciò sulla guancia lasciandomi il segno dei glitter per giorni . Era Tigger. Credo che quello sia stato il mio battesimo.

Paolo: Poi cosa è successo?

Isa: Sentivo che ci fosse qualcosa in quel mondo, quindi ho iniziato a frequentarlo. Poi ho avuto la fortuna di conoscere dei personaggi meravigliosi e condividere con loro amicizia e spettacoli. Amo in particolare gli artisti più generosi, quelli che sanno essere maestri e dispensano alle allieve i loro segreti perché hanno capito che l’unicità vince quindi non ha senso essere avari.

Paolo: Chi è stato importante per te in questo senso?

Isa: Moltissime persone. Chi mi ha permesso di essere spettatrice e studiosa, chi mi ha proposto di provare, chi mi ha insegnato le basi, chi mi ha permesso di fare la stage kitten, chi mi ha dato la possibilità di salire sul palco. E’ un esperimento antropologico e sono molto grata sia a chi non ha capito quello che stavo facendo sia a chi mi ha incoraggiato. Lo spettacolo è uno scambio tra chi performa e chi guarda e il confronto è necessario e prezioso per trovare la propria strada e un linguaggio che sia comprensibile senza smettere di essere personale.

Paolo: Sei stata di recente al London Burlesque Festival, sai che Il burlesque è vissuto in modo profondamente diverso tra Italia e resto d’Europa, per non parlare degli States, per differenza culturale. Secondo te qual è la ricetta giusta per piacere, divertire e conquistare il pubblico italiano?

Isa: Secondo me quello che conta è raccontare una verità. Vale per il burlesque, il teatro, una poesia, un film. Lo spettacolo funziona, emoziona quando si è sinceri, paradossalmente. Quando si mette in scena qualcosa che ha senso compiuto, dall’inizio alla fine, allora si arriva al pubblico. Poi il pubblico è stratificato: c’è chi capisce la storia che stai raccontando e chi percepisce solo una suggestione, ma data una verità, qualcosa arriva sempre. Penso che il pubblico italiano prediliga il burlesque classico e i numeri comici, preferisce meno l’arte di concetto e più l’intrattenimento e l’estetica. Personalmente amo di più gli spettacoli che provano a spingersi oltre l’erotismo, quando ho visto Dirty Martini con il suo corpo meraviglioso oltre ogni canone estetico avvolta nella bandiera americana estrarre file di dollari da dove di solito i dollari non dovrebbero stare, sulle note dell’inno nazionale ho pensato: usare il corpo per dire chi sei e cosa pensi è una rivoluzione bellissima.

Paolo: In che modo tu racconti una verità? Mi pare che il tuo stile sia più vicino all’arte che all’intrattenimento, è una sfida che lanci al pubblico?

Isa: Non voglio sfidare nessuno.. non sono mai stata “pop” ne nella vita ne nel burlesque, se provassi ad essere diversa da quella che sono sarei bugiarda e il pubblico se ne accorgerebbe subito. Ho un fisico androgino e nei miei spettacoli l’erotismo è meno evidente perché si sposta su un piano meno esplicito. Semplicemente porto in scena quello che sono, il mio immaginario, la mia verità spettacolarizzata.

Paolo: Pensi che l’act di Frida Kahlo ti rappresenti maggiormente?

Isa: Si Perché con quello credo di essere riuscita a trovare il mio linguaggio per arrivare al pubblico. L’equilibrio tra il messaggio e la spettacolarità con cui lo racconto. Mi emoziono ogni volta che lo porto in scena e il pubblico fa lo stesso, è una magia, chi conosce la storia di Frida capisce che racconto come sia riuscita a trasformare il suo dolore in arte, chi non la conosce rimane comunque colpito.

Paolo: Quello che tu fai è burlesque?

Isa: Io mi spoglio per raccontare storie. A Londra la presentatrice mi ha introdotta dicendo: “Ci sono diversi stili nel burlesque: c’è il burlesque classico, quello comico, il new burlesque e poi c’è IsaBO con il suo intellectualesque!”. Mi sa che quello che faccio è intellectualesque, almeno cosi dicono a Londra.

Paolo: Fantastico! Tu cosa pensi del boylesque: il burlesque al maschile?

Isa: Mi piace molto, ci sono artisti interessantissimi, ma non so quanto piede possa prendere in Italia. Il corpo femminile ha sempre un appeal troppo forte per il pubblico rispetto a quello maschile. Mi divertono molto le reazioni del pubblico maschile di fronte a performer uomini travestiti dall’estetica sessualmente ambigua. Spesso capita che abbiano corpi talmente belli da sembrare donne, il pubblico maschile resta affascinato credendo si tratti di fanciulle, poi quando scopre l’inganno resta interdetto e sprofonda nella confusione sentendosi meno virile perché si è sentito attratto da una donna che in realtà era un uomo. Amo burlesque e boylesque perché data una verità e un talento non esiste qualcosa di giusto o qualcosa di sbagliato, solo la messa in scena di un’umanità unica, potente e fiera.

 

Il giorno dopo questa intervista, in data 29 maggio 2016, Isa BO vince la prima edizione del Burlesque Factor by Micca Club, primo talent show live italiano dedicato al burlesque!

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