Inquinamento Sociale – dedicato a #TizianaCantone

di Alessio Nicotra

Nato a Roma il 23 novembre 1981 sin dai bagliori spicca la sua predisposizione per i numeri che lo portano alla partecipazione delle Olimpiadi di Matematica del 1998. Si laurea a Roma in Ingegneria delle Telecomunicazioni nel 2008 iniziando un percorso di Marketing e Research & Development in strutture multinazionali High Tech, coniugando studi tecnologici a quelli antropologici e psicologici certificandosi anche in NLP nel 2013. Coltiva negli anni le sue passioni per la letteratura e soprattutto per la musica studiando in chitarra classica ed elettrica da maestri come Paolo Patrignani e Fabio Cerrone. Poeta e aforista inizia anche un percorso formativo di improvvisazione teatrale nel quale esprime le sue naturali doti creative in veste di attore.

Alessio Nicotra

Alessio Nicotra


Per poter guardare oltre il colore della pelle, la religione, la politica, la classe sociale, l’orientamento sessuale, focalizzare la persona, è necessario far crescere la propria anima lontano dall’inquinamento sociale: quella parte del pensiero umano inquisitoria e giudicatrice, che si sente superiore sul piano morale, etico, culturale e che può, oltre ogni ragionevole dubbio, indicare, decidere e condannare chiunque su qualsiasi argomento senza alcuna riserva, ma soprattutto attraverso un autorevolezza superbamente auto-concessa.

L’inquinamento sociale è una polvere sottile sempre presente nell’aria che respiriamo, che penetra nel pensiero attraverso i polmoni arrecando un senso latente di inquisizione circostante; ma il maggiore disturbo è quella schiavitù mentale che colpisce tutti coloro che non hanno la forza ed il coraggio di vivere la propria vita secondo il proprio essere senza barattarla con l’accettazione sociale.

La maggior parte delle filosofie di vita di ciascuno di noi passa per concetti preconfezionati (politici, religiosi, di classe, di clan) che vengono seguiti come cartelli stradali indicanti la direzione delle proprie scelte, senza critica, senza carattere; chi lo fa però viene ripagato dalla società stessa attraverso l’accettazione: quella percezione di appartenenza al gruppo, alle persone “normali”, che dona un senso di pace rispetto al mondo circostante.

Al contempo, la trasgressione a questo codice etico – alle regole imposte dal patrimonio genetico dell’inquinamento sociale – porta alla gogna da disconoscimento condita con ripudio e indignazione. Le persone a cui è riservato questo trattamento, se prive di buona autostima, respirano a pieni polmoni questo veleno che si posa nel loro strato comportamentale causando oblìo, morte psichica e purtroppo in casi estremi addirittura fisica.

La mia domanda è: perché siamo schiavi di questo meccanismo così malato e contorto che non raggiunge il vero scopo della vita ovvero essere se stessi?

Troppe persone credono di essere felici nelle loro vite costruite su misura al conformismo, ma a volte attraverso i loro stessi comportamenti nevrotici, violenti, ci si rende conto che non è così. Il loro squilibrio che fuoriesce attraverso queste manifestazioni violente, conferma il loro disagio interiore nel vivere una vita che non gli appartiene ma subconsciamente imposta dalla loro mancanza di coraggio nel ribellarsi all’inquinamento sociale.

E tra tutta questa gente c’è chi si incasella nell’elite bigotto/puritana/cristianopraticanteenon e si crogiola in sentenze, ad esempio, sullo stereotipo della donna amorale perché vive liberamente il sesso con più amanti o cerca in varie forme di pratiche sessuali il suo momento di essere se stessa. Gente che per dimostrare l’appartenenza alla classe moralista deride la Persona perché pubblicata in un video senza il suo consenso, propagando l’inquisizione e la gogna mediatica sulla sua condotta morale, causandone la morte. Lei, #TizianaCantone, che con il suo suicidio a 31 anni si inserisce nella lista delle vittime dell’inquinamento sociale. Inarrestabile, spietato e fidato soldato del conformismo.

A questa gente voglio dire che per me non siete nessuno. E per me non sarete mai esseri umani. A tutti voi va il mio più grande augurio di rimanere in questo stato da morti-viventi, di non vivere mai appieno la vita e morire senza mai aver vissuto. E soprattutto, che per il vostro modo di essere, la vergogna dovreste avere il coraggio di viverla anziché indicarla.

Allora è chiaro che la risposta alla domanda che mi sono posto è che questa gente non ha il coraggio di vivere la propria vita ed ha paura di chi lo fa e proprio per questo la rinnega.

E poiché l’unione fa la forza, raggruppandosi con i loro simili esercitando quel contagio che arruola sempre più deboli per i quali è più facile appartenere che criticare. Essere la massa, piuttosto che unici.

A chi, come me, crede che non esiste ciò che è giusto o sbagliato se non secondo la propria coscienza, e di conseguenza il rispetto del pensiero e della vita degli altri sia un bene prezioso da preservare per il benessere dell’umanità, ricordo che per combattere il conformismo e non cadere vittime dell’inquinamento sociale non servono bombe, spranghe, urla, cortei, guerre, ma raggiungere la consapevolezza del proprio io. Autocitandomi, “La vera rivoluzione è essere se stessi”.

#TizianaCantone

#TizianaCantone

Dedicato a Tiziana Cantone – #TizianaCantone

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