Perché il Sior Mirkaccio è tecnicamente un imperatore

di Paolo Bianchi

Sua Altezza Imperiale quel guitto del Sior Mirkaccio!

Sua Altezza Imperiale quel guitto del Sior Mirkaccio!

Vi siete mai chiesti quale sia la differenza tra re e imperatore? Ve lo dico subito: il re sta a capo di un popolo, l’imperatore sta a capo di più popoli diversi. Quando Sua Altezza il re Vittorio Emanuele III (alto appena 1 metro e 53!) conquistò anche le terre africane, acquistò, infatti, il titolo di imperatore.
Oggi non esistono più imperatori, anzi no, uno c’è ancora: è l’imperatore del Giappone, che si fregia del titolo di Tenno, che significa “Sovrano celeste” (天皇).

Stendardo imperiale giapponese

Stendardo imperiale giapponese

Ora, nipponici a parte, nel mondo occidentale tale titolo non ha e non può più avere un significato prettamente politico e dinastico, al concetto di stato si è ormai significativamente sostituito quello di organizzazione perseguente diversi scopi: su tutte l’impresa, o azienda, perseguente nello specifico la massimizzazione del profitto.
Se è capitato anche a voi di camminare per il lungo viale dell’Esposizione Universale di Milano del 2015 (cosiddetto Expo Milano 2015) – che personalmente ho recensito con due sole e semplici parole: “tanto poco” – avrete senz’altro notato che sull’identico piano di padiglioni rappresentanti delle nazioni (Russia, Brasile, Italia, Francia, etc.) vi erano padiglioni rappresentanti delle società per azioni o simili (McDonald’s, Eataly, Coca Cola, etc.). Non è quindi nelle gerarchie statali che dobbiamo ricercare oggigiorno i nostri imperatori, ma nelle diverse forme di organizzazioni di uomini.

Stendardo reale del MacDonald

Stendardo reale del McDonald’s

Quando le conclusioni sembrano prossime, quando pare che basti dire: “Ok! I presidenti delle grandi multinazionali sono i nostri imperatori, quelli di oggi, i sovrani dell’Occidente post-morte di Dio mi ritrovo invece a dover ricollegare il filo del discorso all’incipit: questi sono infatti a capo di organizzazioni singole – per quanto di enormi dimensioni – contraddistinte da un unico marchio, votate a un unico scopo, popolate da un unico popolo: sono insomma dei grandi re, ma non degli imperatori.

Nietzsche: annunciatore della “Morte di Dio” ed evidente pre-figurazione di Sua Altezza Imperiale il Sior Mirkaccio

Re di regni vasti e potenti, perché è difficile immaginare oggi qualcosa di più potente di Google o di Apple, ma pur sempre re. Nient’altro che re.
E allora? Il Sior Mirkaccio – al secolo Mirko Dettori, ma non esiste alcun secolo nell’ultramodernità – che c’entra?

C’entra! Perché se volessimo identificare una organizzazione di uomini che sia – a differenza delle multinazionali – un qualcosa di unico, ma che racchiuda in sé diversità, assortimento, differenza, scelta e ricchezza troveremmo questo qualcosa – come dice la parola stessa – nel varietà. E non essendoci dubbio alcuno che – specie in epoca ultramoderna – il Sior Mirkaccio sia l’incontrastato sovrano del varietà ciò fa di lui – obiettivamente – un imperatore!. E di Madame de Freitas un’indiscussa imperatrice!

(Contenuti riservati)